mercoledì, 07 ottobre 2009
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Ma porca miseria.
Così è cominciata la mia giornata:
- Ore 7.15: la mia radiosveglia personale "CantastorieDJ" mi annuncia in modo soave che, sì, è arrivato il momento di schiodare le terga dal letto e dare inizio a una nuova, splendida giornata.
- Ore 7.25: in cucina per la colazione, è il momento di accettare la dura realtà. La Nutella Valsoia è... finita.
- Ore 7.40: ok, forse non è stata una grande idea quella di fare la frangia. Stirata ieri sera, non ne vuole sapere di assumere una piega anche solo vagamente decente.
- Ore 8.00: fine della mission impossible. La frangia è sistemata. Perfetta. Io sono lavata, vestita e profumata. E' ora di uscire.
- Ore 8.10: Clarinette abbandona il nido. Fuori l'umidità raggiunge quote mai viste. La frangia inizia a subire.
- Ore 8.20: arrivo in stazione. Due persone davanti alla macchinetta infernale dei biglietti. Nulla di grave. Posso farcela.
- Ore 8.27: davanti alla macchinetta c'è ancora la prima persona che si ostina a non volere aiuto. Una donna sulla quarantina che deve fare 4 biglietti per ilcielosolosadove e che inserisce qualcosa come 20 euro. La povera macchina, abituata alle monetine e, quando le va bene, ai biglietti da 5 euro, in un eccesso di gioia si blocca.
- Ore 8.29: la signora, finalmente, riesce nella sua impresa e... se ne va. Non si reca sulla banchina, no! Salta sulla sua '500 e... si allontana dalla stazione. La donna in fondo alla coda chilometrica formatasi nel frattempo inveisce contro la demente ormai lontana utilizzando parole irripetibili (ma meritate).
- Ore 8.31: finalmente riesco a fare il biglietto! Cori di Cherubini risuonano sui binari. La banda cittadina compone sul momento una marcia trionfale.
- Ore 8.32: salgo finalmente sul treno. Per una volta il ritardo cronico delle Nord è stato provvidenziale.
Ora ditemi: che acciderboli mi sveglio a fare alle 7.15 se poi mi trovo davanti gente così, che rende vano ogni mio tentativo di essere puntuale???
Diamine.
Ah... naturalmente la frangia non ha retto a umidità mista a sudore (nel locale della stazione c'erano circa 40 gradi di base, poi s'è riempito, quindi vi lascio immaginare...)
Voglio una brum tutta mia! Ah già... non ci sono parcheggi all'università.
Voglio un elicottero! 
. Clara, pendolare disperata .
~ scritto da ClarinetteM @ 18:49
in: sgrunt, ordinary life, sclero, ingiustizie, cantastorie, vita da pendolare, bestialità , ferrovie nord, stipidità umana
martedì, 06 ottobre 2009
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Oggi, 6 ottobre 2009, è un giorno particolare. Due anni fa, a quest'ora circa, ascoltavo una certa ninna nanna col cuore in gola e tutto fuorché la voglia di dormire.
Circa 8 ore più tardi avrei incontrato il Mio Cantastorie.
Da allora tutto è cambiato.
Sono cambiata io. Sei cambiato tu.
Sono stati due anni felici. E' stato, e continua ad essere, un amore felice. Molto più di ciò che speravo. Molto più di quel che immaginavo per me.
Lo so che, dopo il post di ieri pomeriggio, dovrei rimanere sulla scia del pulp, ma come vedete mi riconfermo la solita sdolcinata. D'altronde, però, questo blog è nato per far da sfondo a un amore.
Al Nostro Amore.
Che ogni giorno cresce.
Che ogni giorno trova nuove sfumature.
Un racconto, per celebrare Noi. E' vecchio. Tu, Cantastorie, lo conosci fin troppo bene.
Non è un granché, almeno non stilisticamente. E' stato scritto, questo sì, precisamente due anni fa. A questa stessa ora.
E' il Tuo racconto. Hai Tu l'originale. E solo Tu puoi capire.
. Portami via .
Di che colore è la tua paura? Bianca. Sì. Come il tuo nome. Bianca, come la purezza che ti trascini dietro da quando sei nata. Dono e tormento. Quella tua essenza dolce, eppure inquieta, che a tratti affiora negli occhi blu. Cobalto. Gli occhi di tuo padre.
E’ caduto ormai il candido foglietto che stringevi tra le mani. Perduto nella Senna che si tinge di pece rubando colore alla notte e regalando ai tuoi occhi, che le fan da specchio, un baluginio d’argento. Come se vi si riflettessero le stelle.
Ma né la luna, né le sue ancelle ti fan compagnia nel buio, piccola Bianca e quel biglietto che ha goduto per tutta la sera del calore e della stretta della tua mano, ormai è solo un ricordo. Un bianco petalo, divenuto cremisi, svanito nell’oblio.
Se n’è andato anche il tassista. Su la frizione, una carezza leggera all’acceleratore e via. S’è perso. Topazio nell’onice. E ora sei sola. Con quelle mani di neve poggiate sulla ringhiera grigia che ti separa dal vuoto. Eppure non ce n’è bisogno perché il vuoto, il nulla, è dentro di te. Sgranocchia la tua anima. Piano. Un pezzetto dopo l’altro, senza che tu possa fare nulla per fermarlo. Non da sola. Allora perché non...
“Ti ho cercata tutta la notte.”
Era solo nella tua testa il silenzio, Bianca. Passi hanno ripercorso i tuoi. Otto. Anzi, sette, perché ora c’è qualcuno alle tue spalle. A un palpito. Così vicino da sembrare quasi irraggiungibile. E quella voce... parlava, parla per te. Una melodia baritonale ch’è come una carezza.
Ti lasci cadere all’indietro, a bruciare quel soffio d’alito caldo, mentre ancora le dita affusolate stringono la ringhiera. Ti lasci stringere da quelle mani, da quelle braccia che sono insieme rifugio e ossessione. Il capo color delle spighe s’abbandona contro la spalla che dolcemente ti sovrasta. Ora, Bianca, non ti domandi più quale sia il colore della tua paura. Non ha importanza.
E solo due parole riescono a sfuggire alla tenera morsa delle labbra, cantate da quella tua voce chiara, mormorate alla notte, al vuoto che i tuoi occhi ancor contemplano e riflettono. Amanti intimoriti ora che, finalmente, albeggia.
“Portami via... ”
E la paura è solo un ricordo.
{ Tutti i diritti riservati }
Auguri.
~ scritto da ClarinetteM @ 01:37
in: scrivere, amore, racconti, ricorrenze, tenerezza, cantastorie
lunedì, 05 ottobre 2009
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Comunicazione di servizio:
Avete presente ClarinetteM, quella che scrive su questo blog, sempre smielata, sempre tenera (va be', ok, come siete pignoli: quasi sempre...). Quella che si asciuga di nascosto la lacrimuccia nei film romantici, quella che guarda ancora, alla faccia dei suoi 22 anni, i cartoni animati della Disney (quelli vecchi e dolcissimissimi -stile "Red e Toby"; "La bella addormentata nel bosco"... - , mica quelli della Pixar).
Ecco... lei?
Ha scoperto una passione nascosta per Tarantino.
Ebbene sì. Alla fine della proiezione di "Bastardi senza gloria" applaudiva. E mica era un applauso di cortesia. No no. Era un applauso, se non al capolavoro ('ché comunque è una passione ancora neonata... di pulp non è che ne capisca molto) a un film bellissimo, a un cast spettacolare e ad una regia superba.
Brad Pitt è nato, più che per i ruoli da belloccio, per interpretare personaggi del genere.
Non vedo l'ora di poter vedere il film in lingua originale per sentirlo parlare con l'accento italiano, che non deve avere prezzo.
E Christoph Waltz... sconosciuto qui in Italia (almeno fino ad ora), ma divino.
Insomma... mi aspettavo, nella mia più completa ignoranza, di dover accompagnare il mio Cantastorie a vedere il solito film da maschi, violento e crudo, pieno di esplosioni, sangue, sparatorie. Con una buona trama, quello sì, ma solo perché so che il mio Tesssoro ha buoni gusti, per quanto diversi dai miei.
E invece...
E invece niente. E' violento, è crudo, ci sono esplosioni, sparatorie e... sangue. Tanto, ma non troppo e mai a sproposito (e questo l'ho gradito più di ogni altra cosa).
La trama però... è ottima. Ben giostrata. E i personaggi... non ci sono "i Buoni" e "i Cattivi".
Ci sono degli Uomini che lottano per qualcosa che, a conti fatti, non è nemmeno la Pace.
Non è altruismo.
E' vendetta... forse.
E' quello che Plauto prima e Hobbes dopo hanno definito con l'espressione "homo homini lupus".
Ognuno porta avanti la sua battaglia personale. Ognuno uccide per sè, senza un particolare ideale degno di questo nome.
Ed è il Cinema, alla fine, a fare Giustizia.
L'unica possibile per Tarantino.
Chi l'avrebbe mai detto? Alla fine non ho nemmeno rimpianto di non aver potuto vedere "Un amore all'improvviso".
Anche se nessuno potrà mai estorcermi le seguenti parole: "Jack, avevi ragione tu anche questa volta: è un bel film. E mi piacciono sangue ed esplosioni."
MAI.
Un po' di orgoglio femminile. Che diamine.
. Clara, "Pulp Mood on" .
~ scritto da ClarinetteM @ 12:29
in: cinema, capolavori, grandi attori
martedì, 29 settembre 2009
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Cucù!

Ehm ehm... c'è ancora qualcuno disposto a darmi retta qui? Capirei il contrario, visto che sono secoli che non mi faccio viva... ehm...
Che dire, dunque, di questa estate? Che non è mai arrivata, ecco che dire. Ho passato agosto a studiare per due esami. Ne ho dato uno. Inutile sottolineare che mi prenderei a sberle. Inutile specificare che Diritto penale mi aspetta a dicembre.
Sob.
In compenso ho trascorso tre giorni a Strasburgo, dal mio Cantastorie. Bellissima città. Ottima compagnia (naturalmente
). E ho avuto modo, per la prima volta, di parlare in inglese e francese per qualcosa che non fosse una lezione o uno scherzo.
Ok, ok... ho parlato pochissimo, lo ammetto, ma è pur sempre un inizio ed è stato confortante vedere che, in caso di necessità, so farmi capire. Ovviamente debbo tutto alla lettura in lingua originale di Twilight. Eh.
...
Dopo questa battutona vi do la mia benedizione per cliccare sulla iccse rossa in alto a destra dello schermo e abbandonarmi a me stessa. Me lo merito.
Bene. Per chi avesse avuto, invece, il coraggio di continuare a leggere, continuiamo con il resoconto delle mie "ferie". Ulteriore (e ultima) uscita, ha visto me, il Cantastorie e altre tre anime andare nella bellissima Verona e assistere, nella famosa Arena, alla famosissima Aida.
Una splendida giornata all'insegna delle nostre foto "artistiche" e una notte grandiosa tra l'incanto dell'Aida e la seduta psicanalitica collettiva sulla via del ritorno (ad opera, neanche a dirlo del mio caro Cantastorie).
E ora... ora sono ricominciate le lezioni.
Ora le giornate si fanno sempre più corte.
Ora si ricomincia a studiare seriamente (come se avessi smesso per più di due settimane -.-).
E' incredibile rendermi conto, ancora una volta (e ogni santa volta è come la prima) di quanto alcune amicizie siano effimere. Di quanto la gente possa essere falsa e meschina. Siano "amici", sconosciuti o familiari. E' sempre la stessa storia. E ci casco sempre.
Non mi piace stare da sola e tendo a fidarmi della gente. E ad affezionarmi. A dare tutto.
Quando qualcosa va storto sono la prima a chiedermi il perchè. Potevo evitare?
Potevo dare di più?
Ecco. E' qui che sbaglio, secondo me. Perché non possono essere gli altri a "dare di più"? Perché, se ci tengono davvero a me, devo essere sempre io ad essere pronta ad aiutarli. E soprattutto... perché devo essere sempre io a cercarli?
Una telefonata. Un sms. Non chiedo molto.
Sono stufa di farmi sempre in quattro, di sentirmi sempre in colpa se qualcosa va storto (e il suo "andar storto" non dipende da me o almeno non solo da me), di cercare sempre chi sparisce.
Forse (probabile) sbaglio. Pretendo troppo dagli altri. Idealizzo l'Amicizia. Dovrei prendere tutto un po' più alla leggera. Fregarmene un po' di più.
Non ci riesco.
Però, in effetti, sono stufa di andare in paranoia per gli altri.
Anche all'università, quest'anno, ho deciso di comportarmi in modo diverso. Anzitutto, frequentare solo il necessario. E poi, per quelle sette ore a settimana in cui avrò lezione, starmene tranquilla e buonina sulla mia seggiola.
Parlerò con tutti. Scherzerò se necessario. Mi dimostrerò comprensiva, alla mano, gioviale. Distaccata con certa gente.
Ma nulla di più.
Sorrisi di cortesia. Se poi dovesse succedere qualcosa di piacevole... bene. Altrimenti... bene lo stesso.
Ma tornando ai discorsi meno profondi...
oggi ho quasi mandato a quel paese un tecnico della Tele2 che ha chiamato (dopo due settimane dalla segnalazione -.-) per cercare di risolvere il problema della nostra connessione che è lenta, ma così lenta che l'altra sera, dovendo cercare una sentenza in rete, secondo me facevo prima a recarmi alla Corte Costituzionale e chiedere il fascicolo cartaceo.
Naturalmente il problema non si è risolto.
Naturalmente il tecnico era un ritardato mentale che pensava di fare lo splendido con domande utilissime ai fini della risoluzione del problema quali: "ma sei fidanzata?", "ma in quale città studi?"; "come trascorri i w.e.?".
"Ma vuoi una denuncia per molestie, brutto cerebroleso?"
No, non gliel'ho detto. Ma alla fine gli ho sbattuto il telefono in faccia e tanti saluti.
Anche se la parte più bella della telefonata è stata quella in cui lui ha cominciato a sfottere (ma sì dai... era una telefonata di cortesia, no? Mica un servizio offertomi perchè i miei pagano una salata bolletta. Figuriamoci.) perché non capivo cosa mi chiedeva di controllare (parlava del filtro adsl e di altre cose tecniche cui io sono allergica, ok, ma se mi spieghi in parole povere cosa sono ci arrivo -.-).
Tecnico: "Ma come si fa a non sapere queste cose e a volere una connessione più rapida!" (Sì! Vai così! Simpatico come una manciata di sabbia nelle mutande!)
Io: "Senta, a lei piacerebbe un aumento di stipendio?"
Tecnico: "Sì, ma che c'entra?"
Io: "Ecco. Lo sa quali sono i criteri per la redazione di un bilancio consolidato?"
Tecnico: "No, ma..."
Io: "E allora, in quanto dipendente di una S.p.a., come fa a pretendere che la sua Società sborsi di più se non sa nemmeno come viene gestito il suo patrimonio?"
Va bene. Sarà anche una boiata, ma ci stava tutta.
Detto questo, e passando alle cose serie, ultimamente scrivo su un blog di recensioni:
In questi ultimi giorni, tra l'altro, ho indetto un sondaggio (lo trovate qui ) per scegliere la mia prossima recensione. Partecipate numerosi e...
si cercano collaboratori!
E ora... vado a stirare la mia nuova frangiona
.
Alla prossima!
. Clara .
~ scritto da ClarinetteM @ 20:38
in: scrivere, amore, riflessioni, libri, elucubrazioni, progetti, amicizia, internet, esami, angoscia, giurisprudenza, sclero, ingiustizie, università , decisioni, perplessità , bestialitÃ
martedì, 08 settembre 2009
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Sono secoli che non scrivo quassù e ci sarebbero, in effetti, moltissime cose da dire.
Lo farò un altro giorno.
Oggi, voglio solo ricordare un momento della mia infanzia: guardavo la tv, un programma chiamato "Bravo, bravissimo!". Ridevo. Mi divertivo.
Ciao Mike.
Grazie di tutti i sorrisi che mi hai regalato.
.Clara.
~ scritto da ClarinetteM @ 21:03
in: malinconia, tristezza, lutto, tv
sabato, 18 luglio 2009
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Dopo una nottataccia all'insegna dei temporali, un'intensa giornata di studio e il nervoso pre-esame&Co.
...
Spazzolarsi in meno di dieci minuti una fetta di anguria e una coppetta di gelato... non ha prezzo.
Soprattutto se sul gelato ci puoi mettere una cosa che non mangiavi da cinque, lunghissimi anni:
LA PANNA MONTATA!!!

Un plauso alla mia mamma che l'ha trovata senza lattosio 
Me bimba felice 
{ Claretta, l'intollerante gioiosa }
~ scritto da ClarinetteM @ 22:00
in: esami, ordinary life, sclero, follia, pensierino del giorno, ciiiiibooooo
mercoledì, 08 luglio 2009
~ commenti (2)

I stand alone in the darkness
The winter of my life came so fast
Memories go back to my childhood
To days I still recall
Oh how happy I was then
There was no sorrow there was no pain
Walking through the green fields
Sunshine in my eyes
I'm still there everywhere
I'm the dust in the wind
I'm the star in the northern sky
I never stayed anywhere
I'm the wind in the trees
Would you wait for me forever?
{ Forever - Stratovarious }
~ scritto da ClarinetteM @ 01:12
in: musica, poesia, canzoni, malinconia, tristezza, dolore, pessimismo
giovedì, 02 luglio 2009
~ commenti (3)
Qualcuno, una persona molto dolce, ha detto che non vede l’ora di leggere un aggiornamento sul mio blog. Come posso io, quindi, non correre qui a scribacchiare qualcosa?
Perciò eccomi, nel cuore della notte, a riversare i miei pensieri nell’etere, nella speranza di riuscire, almeno qui, a mettere un po’ d’ordine nel mio cervellino.
E’ un po’ che non aggiorno il blog. E’ che è stato un periodo un po’ strano. Ho trascorso circa una settimana avanti e indietro dall’ospedale per colpa di quella famosa medicina che avrebbe dovuto permettermi di mangiare bomboloni alla crema e altri pasticci sbalorditivi all’insegna di latte e affini e che, invece, mi ha procurato un blocco urinario.
Cateterizzata. Olè! E’ un trattamento che non auguro a nessuno. Davvero. E’ una stupidaggine, ok, si risolve in fretta e ci sono problemi ben più gravi, ma è fastidioso. E umiliante.
E poi, diciamocelo, non è che io sia questo gran mostro di coraggio. Anzi.
Quel che più mi rode, però, è che ho perso la possibilità di dare diritto penale entro agosto. Uffa. Tutti i miei bei progetti universitari in fumo. Ma non mi arrendo e conto di dare entrambi gli esami di diritto amministrativo in un giorno. Sperem.
C’è stata una persona, ad ogni modo, che ogni giorno, in quella settimana angosciante, mi ha regalato il sorriso. Una persona che, di notte, mi vegliava da una poltrona (fatta di pelle di leopardo un tempo appartenuto alla moglie di un cugino atarattico, no?) che diceva essere comoda. Ma che, lo so, non lo era. Per non fami male. Una persona che si svegliava alle 5 del mattino e sopportava le mie paure, la mia ansia, i miei piagnistei. Una persona che escogitava modi per farmi ridere e distrarre. Una persona che mi considerava bella nonostante fossi tutto fuorché gradevole, in quello stato.
E io non lo so come farò a stare un intero mese senza di te. Mi sento una sciocca a scriverlo qui, ma d’altronde questo spazio è nato anche per questo, no? Per Noi.
Hai paura che esca, che vada in cerca di qualcun altro. E come faccio? Come faccio, se ogni mio pensiero sarà rivolto a te, in quel mese?
Diamine. Fatico ad arrivare alla fine di ogni settimana. A quei due, meravigliosi giorni che ci vedono insieme, anche se per così poco tempo. Come credi che possa fare a reggere per 30 giorni? Come faccio senza poterti guardare negli occhi per tutto quel tempo?
E poi. E poi sono gelosa. Gelosa marcia. Tu che ti lamenti sempre perché non lo dimostro. Lo sono, eccome se lo sono. Di tutte le francesine col nasino all’insù che ti passeranno davanti, ogni giorno.
Di chi potrà starti accanto, quando io non potrò.
E così parlo per monosillabi. E magari tu credi che io non abbia voglia di chiacchierare con te. Che sia fredda, arrabbiata. E invece no. Ho paura di lasciarmi scappare tutte queste cose. Che tu mi prenda per una sciocchina sentimentale. E ho paura di rattristarti.
Te l’ho detto, mi sento egoista, ma non posso farmene una colpa.
E intanto il tempo corre.
Domani, anzi, oggi ci vediamo, no? E domenica tu parti.
E’ strano… saremo di nuovo in Centrale. Là dove, in fondo, è cominciato tutto. Un luogo poco romantico, forse, ma per me indimenticabile. Un luogo che, ancora una volta, si farà spettatore del nostro Amore.
E assorbirà, spero, nel suo continuo vociare, ogni mia paura.
Di nuovo.
~ scritto da ClarinetteM @ 01:37
in: amore, elucubrazioni, malinconia, dolore, esami, tenerezza, sclero, ingiustizie, realtà , persone meravigliose
martedì, 09 giugno 2009
~ commenti (9)

Aggiornamenti sulla mia vita (eeeh, lo so che li si attendeva con ansia, ammettetelo
):
- Siore e Siori, la vostra Clarinette ha vinto un altro concorso letterario, o meglio: è tra i 40 finalisti del premio "Narrazioni", indetto da Servizi Letterari e, come tale, verrà pubblicata in un'antologia e parteciperà all'ultima selezione per la scelta dei vincitori. Il racconto scelto è "Anna la Strega", già inserito su questo blog all'indirizzo: http://dormireforsesognare.splinder.com/post/18817426. Evviva, evvivissima!

- Elezioni comunali perse. Siamo arrivati terzi. Ho avuto la conferma che certa gente è falsa e ipocrita. E non c'è rimedio. Ma io dico... che cavolo mi dici "sì, ti voto", se poi non è vero? Ma è proprio così difficile prendersi le proprie responsabilità? Ah già... che domande che mi faccio... sono nel Paese in cui NESSUNO ha votato Berlusconi
.
- Lo studio procede, un po' a rilento ma procede. Ho in programma altri tre esami per questa sessione e poi se ne riparla a settembre. Obiettivo: finire gli esami di quest'anno e portarmi avanti già con quelli opzionali per i prossimi anni. Speruma ben.

- Il mio caro amico gastroenterologo pare abbia finalmente individuato la cura adatta al mio piccolo, dolce intestino: ignorare quasi del tutto l'intolleranza al lattosio e imbottirmi di calmanti quando sto male. Va be'. Basta che funzioni che son tre anni che ho voglia di mangiarmi un bombolone alla crema. Porca miseria.

- Ho visto "Angeli e Demoni". Che film assurdo. Basti pensare che, questa volta, non solo il mio Cantastorie, ma persino io speravo nella svolta porno. Sarebbe stato meno scontato, il che è tutto dire.



- Voglio vedere un film in 3D. "Coraline" aspettami!!! Ah, a tal proposito, consiglio a tutti di leggere "Coraline", di Neil Gaiman. E' una storia per bambini, ma mette i brividi ed è raccontata magistralmente. Breve, breve. Si legge in due orette.

- Come avrete potuto notare, mi è tornata la fissa delle emoticons e non risparmio nemmeno questo angolino piccino picciò






etc...
- E infine, last but not least: Clarinette, che sarei io, e il Cantastorie, che sarebbe l'Amore Mio, hanno raggiunto i 20 mesi (e tre giorni, ormai) di reciproca sopportazione. A volte ripenso a quella prima volta che abbiamo conversato... e sorrido.

Buona notte!
. Clara .
~ scritto da ClarinetteM @ 02:05
in: scrivere, politica, amore, libri, racconti, film, elucubrazioni, progetti, ironia, campagna elettorale, sgrunt, esami, giurisprudenza, ingiustizie, università , realtà , perplessità , stipidità umana
venerdì, 05 giugno 2009
~ commenti (8)

Dunque, premessa:
Chi segue questo mio piccolo e trascurato spazio nell'etere, ben sa che detesto parlare di politica qui (e anche fuori di qui, a dire il vero). Quel che scriverò oggi, però, non è da considerarsi come "politico", bensì come "umano". Umano perchè colpisce me, e non solo credo (e spero), nell'anima (anche se sarebbe più appropriato dire "nello stomaco").
Non mi piace il modo in cui viene trattata la politica qui in Italia. Non mi piace perchè i politici sembrano personaggi dello spettacolo, chi più chi meno, alla stregua di calciatori e veline. Non mi piace perchè sono loro i primi a cercare la stampa, quando hanno bisogno di farsi vedere (e no, non sto parlando solo di Berlusconi) e sono sempre loro i primi a lamentarsi quando i giornalisti continuano a svolgere quello stesso lavoro che proprio da loro gli è stato affidato.
Non mi piace perchè la stampa italiana è poco seria. Perchè i giornali sono di parte, schierati. Non mi piace perchè non si riesce mai a capire chi dice la verità. E se esiste, in effetti, una Verità.
E ho paura. E' un sentimento strano, mi sento impotente di fronte a un mondo che non riesco a capire, per quanto io mi sforzi. Ho paura persino di andare a votare, domani, per le Europee. Mi sento in balia di gente che altro non fa se non i propri interessi.
Ho paura di gente che definisce Milano "africana" solo perchè ci sono molti stranieri. Brava gente. Cattiva gente. Diamine, ma gli Italiani sono tutti buoni e generosi?
Berlusconi: "Non è accettabile che talvolta in alcune parti di Milano ci sia un numero di presenze non italiane per cui non sembra di essere in una città italiana o europea, ma in una città africana. Questo non lo accettiamo."
Ma... emerita... (insulto censurato, giusto per non scadere nel volgare) oltre alla grande scempiaggine che hai detto (magari se ti ricordassi, qualche volta, che rappresenti una nazione intera, sarebbe gradito, eh) ti sei mai fatto un giro a Parigi? E a Londra?
Noi non vogliamo una società multietnica? No, vero, gli stranieri sono tutti brutti, cattivi, violenti e comunisti! Sfruttano gli Italiani e i loro soldi.
Ah. Ecco.
Meno male che c'è qualcuno come Lei, Signor Presidente. Meno male!
Ma mi limiterò a inserire un link.
http://www.elpais.com/fotogaleria/imagenes/censuradas/Berlusconi/6527-2/elpgal/
Un link contenente materiale che qui in Italia non può essere pubblicato. Privacy, dirà Lei. Oh sì. Sono d’accordo. Invocherei la privacy se le persone prive di abiti presenti in queste foto non fossero giunte a casa sua su un aereo di proprietà dello Stato. A spese degli Italiani.
Che schifo.
Si vergogni.
. Clara, senza parole .
~ scritto da ClarinetteM @ 12:23
in: politica, campagna elettorale, giornalismo, angoscia, razzismo, ingiustizie, berlusconi, orrore, pessimismo, bestialità , persone insulse, stipidità umana